STORIA DI UNA PARROCCHIA DI CAMPAGNA

chiesa san Romualdo

All’inizio degli anni ’60 del secolo scorso quella che oggi è la nostra chiesa parrocchiale era una semplice costruzione rurale ai margini di una strada bianca, lungo una delle ultime traverse di via Laurentina, in una zona ai confini meridionali del Comune di Roma chiamata Monte Migliore. La città a quei tempi aveva il suo limite estremo all’altezza del quartiere Giuliano e Dalmata e bisognava poi percorrere quasi un chilometro di campagna romana per arrivare nei pressi dell’entrata della città militare Cecchignola; tutto intorno le colline ed il verde dei prati dove passando era frequente vedere delle greggi al pascolo…

Nel 1963 nei locali del piccolo edificio trovarono alloggio le prime suore di San Domenico che avviarono, come se fossero in terra di missione, una piccola scuola materna con 20 bambini. In un locale venne realizzata una cappella in cui veniva celebrata la Messa domenicale grazie al servizio di alcuni frati dell’ordine dei Passionisti, come padre Ernesto e padre Ermidio.

Per queste sorelle furono anni di grande impegno e di un’estrema semplicità di vita: mancavano infatti tutti quei servizi che oggi riteniamo essenziali, come l’acqua potabile e i mezzi pubblici per gli spostamenti. Tutto veniva comunque affrontato con grande entusiasmo e le difficoltà erano spesso addolcite dal contatto quotidiano con la natura della campagna romana e degli abitanti di zona, quasi tutti impegnati nella coltivazioni dei campi circostanti.

In quegli anni la zona agricola circostante iniziò a popolarsi di nuove famiglie. Così la cura pastorale della piccola comunità residente, allora appartenente all’estesa parrocchia di Santa Maria Assunta e San Michele Arcangelo in Castel Romano, fu ripresa nel ’68 dal parroco titolare, padre Raffaele Trani, dell’ordine degli Agostiniani, che venne poi affiancato, nel 1970, da don Ferdinando Belli che fu nominato vice parroco dal Cardinale Angelo Dell’Acqua.

Nel 1972 a padre Trani successe un altro giovane sacerdote, don Claudio Palma, che poi fu nominato parroco della vicina comunità di Trigoria.

Nel 1974 venne eretta la vice-cura di San Romualdo Abate, di cui fu nominato Rettore proprio don Ferdinando Belli. Per i sacerdoti e le religiose impegnati a Monte Migliore furono anni di pionierato sotto tutti gli aspetti, anni in cui furono compiuti i passi essenziali per dare un minimo di strutture alla piccola comunità. In quel periodo dentro il piccolo edificio parrocchiale si ospitarono anche le classi della scuola elementare, poiché la struttura scolastica più vicina era alla Cecchignola, che per molti genitori era estremamente difficile da raggiungere. Con diverse iniziative si riuscì finalmente ad ottenere la linea Atac, per la quale il Cardinale Ugo Poletti autorizzò l’uso della piazzola adiacente alla parrocchia per il capolinea.

Nel 1975 le suore domenicane lasciarono l’edificio e quella che era ora la chiesetta di via Strampelli per trasferirsi nell’attuale casa sulla via Laurentina, l’Istituto Veritas, insieme ai bimbi della scuola materna.

Nel 1979, dopo cinque anni, don Belli venne nominato Direttore di un ufficio pastorale del Vicariato e lasciò il posto di parroco a don Romano Massucco che proveniva dalla Comunità degli Oblati del Divino Amore, guidata all’epoca dalla venerata figura del suo fondatore, don Umberto Terenzi. Il 1° novembre di quell’anno nacque ufficialmente la Parrocchia di San Romualdo, con lo stanziamento economico per il sostentamento del sacerdote, anche se la dedicazione della chiesa al santo Abate era già stata decisa qualche anno prima.

Grazie all’impegno energico di don Romano e al sostegno del Divino Amore la Parrocchia cambiò pian piano volto diventando il centro di riferimento di tutta la comunità. Si fecero diversi lavori di sistemazione e restauro sia dell’edificio che degli interni della chiesa; venne spianata l’area esterna attrezzandola a giardino e si delimitò il campo da calcio attrezzandolo con le porte. Con don Romano nacquero la festa patronale, la pastorale itinerante per la festa della Madonna del Coltivatore (la cui bella statua, recentemente restaurata da una nostra parrocchiana, è ancora posta al lato dell’altare).

Furono gli anni nel quale si formò il primo gruppo giovanile e durante i quali tanti religiosi e laici spesero con grande generosità le loro energie per edificare, non solo materialmente, la nostra Parrocchia: ricordiamo i seminaristi del Divino Amore, che allora collaboravano nella pastorale giovanile; i giovani frati francescani che studiavano all’Istituto Seraphicum dell’Eur e che venivano ad animare la Messa domenicale e le celebrazioni nelle festività (a loro forse dobbiamo quell’amore per la spiritualità francescana che ancora caratterizza la nostra comunità); i giovani sacerdoti, italiani e stranieri, che si sono succeduti nel tempo come sostegno al parroco; i laici che organizzarono l’oratorio, la catechesi degli adulti, i gruppi di preghiera e di impegno sociale: tra questi ricordiamo in modo particolare Sergio Romagnoli, diacono della Cecchignola, e Giuseppe Mirra del Centro Oratori Romani. In questo periodo fu particolarmente prezioso il sostegno e l’incoraggiamento paterno del Vescovo Mons. Clemente Riva. Con le loro opere, tutti loro hanno lasciato una traccia profonda a Monte Migliore e restano nel cuore e nella preghiera della nostra comunità.

A novembre del 1987 per la Parrocchia si prospettava un nuovo cambio. Don Romano fu chiamato a trasferirsi nella chiesa di Prima Porta e al suo posto gli Oblati del Divino Amore inviarono un giovane sacerdote di appena 30 anni, don Gerardo Di Paolo. Anche questo periodo è costellato di tante belle esperienze: si forma un gruppo teatrale che mette in scena il musical “Forza venite gente!” su San Francesco; si fanno i primi esperimenti dei campi estivi organizzati in Parrocchia; si forma il gruppo Scout che trova sede in una casetta prefabbricata in legno; poi l’evento tanto atteso: la visita del Santo Padre Giovanni Paolo II il 3 novembre del 1991 (la casula che indossò in quell’occasione è oggi conservata come reliquia in una teca in chiesa).

Nell’agosto del 1994 don Gerardo viene assegnato ad un’altra Parrocchia romana e lo sostituisce un altro sacerdote del Divino Amore, anche lui alla prima esperienza di Parroco: don Fernando Altieri. Don Fernando guiderà la nostra comunità parrocchiale per soli due anni portando avanti i campi estivi e coinvolgendo nella vita parrocchiale tante persone tra i nuovi abitanti della zona.

Nel 1996 la Comunità degli Oblati del Divino Amore lasciò la Parrocchia di San Romualdo e inviò don Fernando alla Parrocchia di Prima Porta. In sostituzione venne nominato un sacerdote diocesano di origini siciliane, proveniente da una parrocchia cittadina del centro: don Giuseppe Iuculiano. Don Giuseppe è stato parroco a San Romualdo per 15 anni: il più lungo mandato che la nostra comunità abbia mai avuto. In questo periodo di tempo don Giuseppe ha promosso diverse attività mettendo insieme diverse esperienze, ampliando e consolidando quanto iniziato dai parroci precedenti. In questi anni si è cercato di dare un nuovo impulso alla catechesi dei bambini e dei ragazzi con diverse attività. Si è istituita la regolare catechesi per gli adulti, sia per la preparazione al matrimonio cristiano, sia per la cresima. Si sono svolte diverse iniziative con l’intento di rinsaldare sempre più i legami tra gli abitanti della zona e la Parrocchia; tra queste iniziative ci sono ad esempio i pellegrinaggi nei vicini centri di spiritualità del centro Italia e nei luoghi importanti della vita di San Romualdo Abate. Insieme a don Giuseppe, ha operato in Parrocchia negli ultimi cinque anni come vice-parroco un sacerdote indiano, don Saju Perumayan, anche lui poi destinato ad una Parrocchia romana a settembre del 2012.

Nel novembre 2011 la Parrocchia di San Romualdo Abate torna al Divino Amore. Come successore di don Giuseppe (che assume incarichi in Vicariato) è nominato Parroco don Massimo Barisione, sacerdote originario di Milano dalla inimitabile verve predicatoria. Da allora lo affianca come sacrestano Tonino (Antonio de Liso) che di diritto ha meritato la cittadinanza onoraria di Monte Migliore per la sua grande disponibilità e umanità nel servizio che presta a tutta la nostra comunità.

Dal settembre 2012 è viceparroco don Joseph, sacerdote africano degli Oblati del Divino Amore.

E la storia continua…

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