Lettera aperta al presidente del Consorzio Colle dei Pini Laurentino

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Egregio Presidente del Consorzio Colle dei Pini Laurentino

le scrivo per esprimere la mia delusione riguardo le elezioni delle nuove cariche del nostro consorzio.

L’idea di poter contribuire nel lavoro di questo consorzio mi affascinava ormai da tempo, soprattutto dopo l’esperienza maturata in due anni di lavoro tenace e costruttivo all’interno del Comitato delle Cinque Colline. La speranza e l’obiettivo di rinnovare il gruppo di queste persone mi era sembrata spesso una sua richiesta , più volte aveva ribadito e chiesto che fossero inserite forze nuove in questo gruppo ormai ‘logoro’ delle tante battaglie sopportate. Invece non è andata così e il rinnovamento, l’apertura ai giovani e perché no, l’innovazione che da questo può derivarne, ho avvertito che forse sono elementi che esprimono timori e dubbi, al punto tale che risulta meglio non modificare il sistema esistente. Sembra quasi lo specchio della staticità e della stagnazione che vive in fondo il nostro Paese Italia.

Per andare avanti bisogna rinnovarsi caro Presidente, se mette nella lista dei candidati le stesse persone da anni, togliendo solo chi per diversi motivi ha dovuto rinunciare, non sta rinnovando, non sta concedendo spazi a nuove persone, ma sta
solo difendendo un’oligarchia consolidata nel tempo. E questo, a mio avviso, non rappresenta un concetto di democrazia, quella democrazia che paventa spesso nei suoi discorsi che picconano alcuni aspetti della nostra realtà, del nostro territorio. Questo non significa aprirsi al cambiamento, piuttosto significa erigere muri e, così facendo, non consentire nemmeno un’evoluzione esponenziale per il nostro territorio. Significa piuttosto elevare ponti levatoi e, mi conceda la battuta, per fortuna che a Colle dei Pini ci sono due entrate al consorzio perchè con una sola avremmo potuto costituire un feudo mediavale, con le sue regole autoctone, isolato da ciò che lo circonda.

Ti e Vi lascio invece una considerazione che ho maturato incontrando qualche consorziato a cui mi sono presentato prima delle elezioni. Dimenticavo , in una qualsiasi forma di democrazia, un nuovo candidato dovrebbe essere presentato prima che si esprima un voto e non ad elezioni svolte. E’ una forma di correttezza e di etica democratica, ci diamo tutti l’opportunità di associare un nome su un foglio di candidati.

Tornando invece al discorso precedente, parlando con i consorziati ho avvertito un senso di delusione, di rifiuto alla partecipazione attiva ai problemi di questo consorzio. Un astensionismo che, come accade nella realtà politica italiana, nasconde un velo di sfiducia. E in fondo se è vero che erano presenti 60 consorziati sui circa e più di 300 del nostro consorzio, conviene con me che esiste un velo di verità in quello che ho scritto. L’altro aspetto, è che ieri durante la riunione, voltandomi di spalle, ho notato come ormai accade da anni, che mancavano i giovani. Quei giovani, che spero conviene con me sono l’elemento di continuità nel futuro.

La mia sensazione personale è che in questo consorzio, come purtroppo accade anche nello scenario che ci circonda, si difenda ad oltranza la carica acquisita dimostrando un’illecita paura nei riguardi di chiunque voglia mettere il suo impegno a disposizione della comunità, il quale viene visto come un intruso piuttosto che come un’ opportunità.

E’ vero Presidente che ieri Marta Mastella è entrata, e spero faccia suoi i concetti che sto esprimendo, ma rappresenta solo una piccola isola, rispetto ad un gruppo che sono tanti e tanti anni che conduce questo sistema. Ho finito Presidente, metta nella sua agenda tra le sue priorità anche questa parola, rinnovamento! Era uno slogan del periodo politico a cui lei è tanto legato, per cui lei ha tanto combattuto.
Buon Lavoro.”

Pasquale Laurito

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